InMemoria

Ricordi su Giovanni

Aneddoti, racconti e citazioni di chi gli ha voluto bene

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Le sue scarpe

aneddoto

Mi ricordo le sue scarpe da trekking sempre vicine alla porta di casa, con un po' di terra sotto la suola. Le pulivamo insieme la domenica sera, e lui mi diceva: «Sai perché la terra resta? Perché vuole tornare al sentiero».

Quando è morto, mia madre non ha avuto il coraggio di metterle via. Sono ancora lì, accanto alla porta.

Nicola Rossi, figlio

Il seggiolino di ferro

aneddoto

Per portarmi al parco da piccola si era costruito un seggiolino di metallo, saldato in officina, che agganciava al telaio della bici. Era pesantissimo e bruttissimo, ma robusto come un carro armato.

Lo usò anche per Nicola, e poi per Sofia, mia figlia. Tre generazioni. Quando ha smesso di pedalare, l'ha appeso al muro del garage. È ancora lì.

Elena Rossi, figlia

Il caffè delle cinque

aneddoto

Per cinquantadue anni mi ha portato il caffè a letto alle cinque del mattino prima di andare in officina. Nei giorni di pioggia metteva anche il foglietto del meteo sul comodino, scritto a mano: «Oggi nuvoloso, copriti».

Lo faceva anche da pensionato, anche se nessuno doveva alzarsi. Diceva: «Le abitudini buone non si lasciano».

Maria Rossi, moglie

Nonno e la mappa

aneddoto

Quando ero piccola il nonno mi insegnava a leggere le mappe del Monviso. Mi diceva: «Le curve di livello sono come le rughe di una persona: se le sai leggere capisci dove ha camminato e dove fa fatica».

Adesso ogni volta che apro una mappa lo sento dietro di me.

Sofia, nipote (14 anni), nipote

Le riparazioni

aneddoto

Ha riparato gratis: 2 lavatrici (mia e di mia sorella), una falciatrice, un frigorifero, una caldaia, sei biciclette dei bambini del cortile, e il furgone dei volontari della parrocchia. E queste sono solo quelle che ricordo io.

Tonino Aimar, vicino di casa

Le campane

aneddoto

Una volta gli ho chiesto perché non veniva mai a messa la domenica mattina, lui che era credente. Mi rispose: «Don Marco, io vado a messa in montagna. Le campane le sento dal Pian del Re, e basta». Aveva ragione lui.

don Marco Roero, parroco

Il nostro fondatore

racconto

Gianni non ha mai voluto fare il presidente. «Faccio il volontario — diceva — i presidenti spostano carte, io sposto sassi». Era il primo ad arrivare il sabato all'alba per le manutenzioni, l'ultimo ad andare via. Per trent'anni.

Ass. Camminatori del Monviso, associazione

Il sentiero 23

aneddoto

Il sentiero 23, quello che sale a Pian Mait, l'ha pulito e segnato lui da solo nell'estate del 1989, con un machete e un secchio di vernice. Ci mise tre weekend. Adesso ci passano duecento persone all'anno. Nessuno sa che è suo. Lui non l'ha mai detto a nessuno.

Carlo Bernardi, amico, Camminatori del Monviso · 1989

L'ultima settimana di lavoro

aneddoto

L'ultima settimana prima della pensione si presentò al lavoro con una torta ogni giorno. Fatta da Maria. Cinque torte. La sesta la portò il sabato, anche se non era di turno, «perché — disse — sennò manca un giorno».

Marta, collega d'officina, collega · 2008

Sulla fatica

citazione

«La fatica non è mai sprecata. Ti sembra di non andare avanti, e invece stai costruendo qualcosa dentro che si vedrà fra anni.»

Giovanni Rossi, lui stesso · 2010

Sui figli

citazione

«Ai figli si insegna camminando. Le parole le dimenticano, i passi no.»

Giovanni Rossi, lui stesso · 2015

A 3000 metri

lettera

Gianni, scrivo questo per te.

Ti ricordi a 3000 metri, sul Viso, nel '68? Eravamo quattro ragazzi senza paura e con due cordini vecchi. Tu davanti, io dietro. A un certo punto ti voltasti e mi dicesti: «Piero, se moriamo qui, almeno moriamo guardando in alto».

Cinquantasei anni dopo, sei tu che guardi in alto al posto nostro. Ti porto su, prima o poi. Lo sai dove.